Non nominare il “D.O.P.” invano!

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Importante notizia per i gelatieri (e non solo) sulla corretta dicitura nel promuovere le proprie lavorazioni, che includono ingredienti che hanno la denominazione D.O.P. o I.G.P. (pistacchio di Bronte, nocciola Piemonte, ecc…).

Secondo una legge, poco conosciuta dagli operatori di settore (si tratta del Reg. UE 1169/2011), qualora si voglia abbinare il nome del prodotto alla denominazione di vendita  è necessario rispettare la seguente dicitura: es. per il Pistacchio: “GELATO AL PISTACCHIO, (e in caratteri più piccoli) ottenuto esclusivamente con “Pistacchio Verde di Bronte DOP”.

Non si può assolutamente scrivere: “GELATO AL PISTACCHIO VERDE DI BRONTE DOP”, perché la dicitura DOP riguarda il pistacchio e non il gelato, che è un prodotto composto, preparato con l’ingrediente DOP. In nessun caso si può usare la parola “pistacchio” abbinata a “Bronte” se non con la dicitura esatta comprese le virgolette. Identica cosa per la nocciola.

Parlando di gelato si può solo scrivere in questo modo: “GELATO AL PISTACCHIO ottenuto esclusivamente con “Pistacchio Verde di Bronte DOP”. Volendo si può sostituire la parola ottenuto con preparato o un altro termine equivalente.

La cosa più importante però è che occorre inoltre farsi autorizzare l’etichetta nella sua totalità dal relativo consorzio.

Cosa significa?

Che DOVETE ISCRIVERVI AI CONSORZI e PAGARE UNA QUOTA ANNUALE!

Se invece l’ingrediente DOP o IGP lo inserite soltanto nella lista degli ingredienti (e non accanto al nome del gelato sulle etichette o sul cartellone dei gusti), c’è solo l’obbligo di rispettare le diciture esatte (anche con le virgolette) dei rispettivi nomi, senza chiedere alcuna autorizzazione.

Ora, la domanda sorge spontanea: ma perché oltre a dover pagare un prodotto più caro (perché ha la denominazione DOP o IGP) devo pure pagare il consorzio? A che titolo? Se gli sto facendo pubblicità, non è che forse mi dovrebbero ringraziare piuttosto che chiedermi dei soldi… per cosa poi?

Alcuni gelatieri sono sul piede di guerra, anche perché le sanzioni hanno iniziato a fioccare, e si parla di multe da 2.500 euro fino a 16.000…

Forse è il caso di pensare che i gelatieri possono anche fare a meno di acquistare i prodotti DOP o IGP. Cosa ne pensate?

Ma soprattutto cosa ne penseranno i consorzi quando una gran fetta di clientela smetterà di comprare il loro prodotto?

Giusto per capirci ecco il tariffario della DOP del pistacchio:

SOGGETTO

COSTO ANNUO

Produttori e Confezionatori iscritti al Consorzio di Tutela del Pistacchio Verde di Bronte DOP, che effettuano vendita dei prodotti a marchio DOP in guscio, sgusciato o pelato.

Zero

Produttori e Confezionatori non iscritti al Consorzio di Tutela del Pistacchio Verde di Bronte DOP, che effettuano vendita dei prodotti a marchio DOP in guscio, sgusciato o pelato.

€ 100

Produttori e Confezionatori iscritti al Consorzio di Tutela del Pistacchio Verde di Bronte DOP, che effettuano vendita dei prodotti a marchio DOP, elaborati e trasformati.

€ 500

Produttori e Confezionatori non iscritti al “Consorzio di Tutela del Pistacchio Verde di Bronte DOP, che effettuano vendita dei prodotti a marchio DOP, elaborati e trasformati.

€ 1000

Per tutti gli utilizzatori della denominazione “Pistacchio Verde di Bronte DOP”non appartenenti alle categorie di Produttori o Confezionatori .

€ 1200

Per completezza di informazione il CNR ha già inviato questa comunicazione ai propri associati, ma naturalmente interessa tutti!

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